GIURISPRUDENZA  - CONTROLLO - CONSULENZA a cura di Giuseppe Girone                                                                    ARCHIVIO    

Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per il Trentino Alto Adige - Sentenza n. 13 del 14 giugno 2017 - La sentenza riguarda la spesa per l’acquisto, da parte di un Comune, di un cristallo di rocca da destinare quale dono di compleanno al Presidente della Provincia. La spesa costituisce un danno per l’erario, in quanto non può farsi rientrare tra quelle sostenute per mantenere o accrescere il prestigio dell’ente e per far conoscere e apprezzare l’attività svolta in favore della collettività. La responsabilità per tale danno è stata riconosciuta sussistente in capo al segretario comunale perché la sua condotta, contraria ai doveri d’ufficio, integra la colpa grave. Alla causazione del danno risultano aver concorso anche i componenti della giunta municipale che hanno deliberato la spesa, soggetti tuttavia non convenuti in giudizio. Il concorso causale è stato individuato nella misura del 50%. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Toscana - Sentenza n. 133 del 23 maggio 2017 - Danno erariale causato all’erario del Comune di Montescudaio per avvenuto riconoscimento di un debito fuori bilancio a seguito di pignoramento presso terzi per decreto ingiuntivo non opposto. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Puglia - Sentenza 229 del 19 maggio 2017 - Integra gli estremi di un illecito amministrativo-contabile, a titolo di colpa grave, il comportamento del responsabile dell’ufficio tecnico comunale, che ometta di provvedere alla diretta rideterminazione del costo di costruzione, ovvero, in alternativa e necessariamente per comunicazione formale, di proporre siffatto adempimento all’organo consiliare; risultando irrilevante il comprovato sollecito verbale indirizzato ai vertici politici dell’ente locale (nella specie, la circostanza, è stata, tuttavia, valorizzata in sede di applicazione del potere riduttivo dell’addebito). da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Lombardia - Sentenza n. 62 del 3 maggio 2017 -   La Sezione ha contestato, ad un Direttore dei Lavori, il danno patrimoniale diretto subito dall’amministrazione committente consistente nel pagamento, da parte di quest’ultima, di acconti di opere e materiali in eccesso rispetto a quelli effettivamente forniti dall’impresa in esecuzione di un appalto a corpo. La Sezione ha in proposito affermato che il Direttore dei Lavori, ex articolo 194 del D.P.R. n. 207/2010, deve procedere correttamente alle valutazioni di sua competenza, sicché i SAL, che costituiscono acconti corrisposti all’impresa, devono essere commisurati alla quantità e qualità delle opere effettivamente eseguite. Peraltro – ha precisato la Sezione - ai sensi dell’articolo 183 del medesimo D.P.R. ogni misurazione effettuata dal Direttore dei Lavori, qualunque sia il metodo adottato, deve corrispondere allo scopo di determinare nella maniera più precisa possibile il lavoro o la prestazione fornita, al fine di consentire il rispetto del principio di corrispondenza tra quanto eseguito e quanto liquidato in esecuzione del contratto di appalto. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Umbria - Giudice unico per le pensioni - Ordinanza n. del 15 febbraio 2017 - Questioni di massima in materia di pensioni - Possibilità delle Sezioni regionali della Corte dei conti di sollevarle - Ammissibilità del decreto  ingiuntivo - Giudice unico, Fava - Giudizi pensionistici iscritti ai numeri 12284, 12285, 12286, 12287, 12288, 12289, 12290, 12291, 12292 e 12293 del registro di segreteria promossi contro l’INPS.
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Piemonte - Sentenza n. 13 del 10 febbraio 2017  - Non è temeraria la lite se manca la consapevolezza circa l’infondatezza della domanda - La soccombenza in giudizio di qualsiasi Amministrazione, laddove non sussistano palesi e macroscopiche motivazioni per non resistere alla pretesa avversaria e, quindi, quando la lite non appaia oggettivamente temeraria, rientra pacificamente nel cosiddetto rischio che l’Ente stesso si assume ogni volta che decida di privilegiare la predetta scelta, rischio che non può ricadere, successivamente, sull’Amministrazione medesima e sugli Organi interni che abbiano agito per salvaguardare, dopo una oculata e ponderata valutazione, gli interessi pubblici sottesi, essendo per definizione il risultato del contenzioso incardinato, comunque, potenzialmente favorevole o sfavorevole in funzione di molteplici fattori imponderabili, per nulla certi o prevedibili, i quali tendenzialmente sfuggono al pieno controllo di coloro che abbiano deciso di esperire la causa, secondo calcoli probabilistici e presuntivi del singolo caso. da www.respamm.info
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Lazio - Sentenza n. 32 del 1 febbraio 2017 - Non è responsabile il dirigente Asl che ricorre a proroga di fatto contrattuale per la manutenzione di apparecchiature elettromedicali, in attesa dei tempi di espletamento di una successiva gara. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Lazio - Sentenza n. 16 del 16 gennaio 2017 - Sindaco e amministratore di un comune sono stati condannati a risarcire il danno al patrimonio dell’ente determinato dalla revoca, per omessa rendicontazione, di finanziamento comunitario per il recupero di beni storico artistici. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Lazio - Sentenza n. 338 del 15 dicembre 2016 - Accertata la responsabilità amministrativa del dirigente di un comune, al contempo direttore dei lavori e responsabile del procedimento, per aver determinato con il suo comportamento negligente la revoca di un finanziamento regionale concesso per lavori di ristrutturazione, il cui onere economico è rimasto a carico del bilancio comunale, non avendo egli provveduto alle formalità relative in evidente violazione dei doveri d’ufficio. Si è proceduto, peraltro, alla riduzione dell’addebito per carenza di adeguata organizzazione dell’ente. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Lazio - Sentenza n. 323 del 28 novembre 2016 - Che ha condannato il segretario generale ed il vice segretario generale di un comune al risarcimento del danno al patrimonio dell’ente per corrispettivi di incarichi conferiti e non comunicati alla F.P. e per violazione dell’obbligo di pubblicazione dei dati relativi sul sito istituzionale. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Umbria - Sentenza n. 60 del 29 agosto 2016 - 1) Le regole della responsabilità amministrativo-contabile non consentono al funzionario che ha adottato un dannoso provvedimento esonerativo di pagamento di tributo di procedere, d’ufficio, alla revisione del provvedimento stesso, confermandolo per una fattispecie esonerativa diversa da quella chiesta dal privato e mai invocata, nemmeno nel procedimento di revisione, dal privato medesimo. 2) Ai fini della corretta applicazione delle regole sull’attualità della deminutio patrimonii, le ipotesi di danno da mancata entrata, deliberata e dovuta, non vanno confuse con quelle, alquanto diverse, di illegittimo esonero del pagamento dell’entrata stessa.
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Umbria - Sentenza n. 59 del 29 agosto 2016 - 1) Nel contratto autonomo di garanzia, che assiste le obbligazioni assunte dal privato nei confronti della P.A., è preclusa al garante l’opponibilità delle eccezioni spettanti al debitore principale verso il creditore garantito. 2) La colpa grave del funzionario che vigila sulla corretta esecuzione del contratto stipulato dall’Ente di appartenenza va valutata tenendo conto delle relazioni complessive del contratto stesso e non solamente di quelle favorevoli al suddetto Ente.
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Umbria - Sentenza n. 51 del 29 giugno 2016 - Quando le verticalizzazioni e le stabilizzazioni di personale producono danno erariale. Le c.d. “verticalizzazioni” e le c.d. “stabilizzazioni” del personale in servizio presso la P.A. vanno valutate come forme di “accesso interno”, ai fini dell’eventuale superamento della riserva del 50% dell’“accesso esterno”. In carenza di un qualche documentato resoconto sul concreto andamento dei lavori di un organo collegiale, il criterio di imputazione della responsabilità resta quello formale del voto favorevole espresso, mitigato dalla maggior responsabilità del proponente e del presidente, per il maggior coinvolgimento materiale e psicologico individuato negli atti del giudizio.
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Lazio - Sentenza n. 164 del 25 maggio 2016 - La Corte dei conti ha ritenuto responsabile il presidente di un ente pubblico per aver dolosamente indotto il c.d.a. dell’ente ad acquistare un immobile ad un prezzo fuori mercato, allo scopo di favorire terzi interposti. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Veneto - Sentenza n. 68 del 10 maggio 2016 - La Sezione ha affermato la non attualità del danno in relazione ad una operazione di finanziamento (leasing finanziario) per la realizzazione di un'opera pubblica (ritenuta dalla Procura più onerosa di un ordinario mutuo contratto con la CDP), ritenendo che l'ipotesi dannosa possa essere rilevata e valutata solo dopo il consolidamento degli oneri effettivi che lo strumento finanziario utilizzato, a tassi variabili nel tempo e ancora in corso di esecuzione, abbia determinato in capo all'ente contraente. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale d'Appello per la Regione Siciliana - Sentenza n. 38 del 1 aprile 2016 - La Sezione d’Appello della Corte dei Conti per la Sicilia, dopo un’ampia disamina dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale riguardante la giurisdizione sulle “società partecipate” da Enti Pubblici, con particolare riferimento a quelle denominate “in house providing”, ha dichiarato la sussistenza della giurisdizione della Corte dei Conti in ordine all’azione di responsabilità amministrativa promossa dalla Procura regionale nei confronti di vari amministratori e funzionari per il risarcimento del danno patrimoniale cagionato alla società incaricata della gestione del sistema informatico della Regione Siciliana (società istituita con legge regionale e che, all’epoca dei fatti di causa, aveva un capitale posseduto in misura del 51% dalla Regione ed in misura del 49% da un socio privato di minoranza). A tal proposito, per la soluzione della “vexata quaestio” (che era stata definita nel giudizio di primo grado con il diniego della giurisdizione contabile) sono stati ritenuti applicabili i fondamentali principii recentemente introdotti a livello comunitario dalla Direttiva 2014/24/UE del 26.2.2014, da reputarsi “self executing”. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Lazio - Sentenza n. 95 dell'11 marzo 2016 - Danno erariale - Viene  riconosciuta l’illegittimità di spese per rifornimenti di carburante effettuate con uso abusivo delle carte carburante. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Campania - Ordinanza n. 63 del 7 marzo 2016 - Domanda cautelare introdotta con ricorso ex art. 700 c.p.c. – Difetto assoluto di giurisdizione - Improponibilità della domanda cautelare.
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Umbria - Sentenza n. 11 del 4 febbraio 2016 - Comune di Perugia - Danno all’immagine – Azione risarcitoria promossa nei confronti di un agente della Polizia Municipale già condannato in sede penale per una vicenda particolarmente grave. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Umbria - Sentenza n. 133 dell'11 novembre 2015 - La Corte dei conti ha giurisdizione sulle controversie risarcitorie da mala gestio promosse dalla Procura erariale nei confronti degli amministratori degli Ambiti Territoriali di Caccia, data la natura pubblica dei relativi Comitati di Gestione.
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Umbria - Sentenza n. 78 del 17 luglio 2015 - La sentenza tratta un singolare caso di chiamata in giudizio per il mancato pagamento di multa (come sanzione penale) e i limiti dell'azione del PM contabile in presenza di condanna generica del giudice penale.
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Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Umbria - Ordinanza  n. 163 del 22 aprile 2015 -  Ricorso proposto da Matteini Chiari Sergio ed altri contro INPS. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014) - Interventi in materia previdenziale - Trattamenti corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatoria complessivamente superiore a quattordici volte il trattamento minimo INPS - Assoggettamento ad un contributo di solidarietà a decorrere dal 1° gennaio 2014 e per un periodo di tre anni - Violazione del principio di solidarietà sociale - Lesione del principio di uguaglianza per irragionevolezza - Violazione del principio di proporzionalità ed adeguatezza della retribuzione (anche differita) - Lesione delle garanzie previdenziali - Violazione dei principi di capacità contributiva e di progressività - Elusione del giudicato delle sentenze della Corte costituzionale nn. 116/2013 e 208/2014. - Legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 486. - Costituzione, artt. 2, 3, 36, 38, 53 e 136. (GU Serie Speciale - Corte Costituzionale n. 35 del 2-9-2015)
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Basilicata - Sentenza n. 42 del 6 luglio 2015 - La sentenza ha condannato alcuni dirigenti del Servizio Sanitario Regionale, per il danno conseguente all’acquisto di 14 ecotomografi portatili a corredo delle ambulanze del Servizio di emergenza-urgenza, risultati dalle indagini sostanzialmente inutilizzati, avendo ritenuto il Collegio che l’acquisto era stato promosso dai convenuti al di fuori di qualsiasi logica programmatoria e/o studio di fattibilità della loro concreta utilizzabilità, e senza curare adeguatamente la formazione professionale dei medici che avrebbero dovuto utilizzare gli strumenti clinico/diagnostici portatili. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Liguria - Sentenza n. 38 del 15 giugno 2015 - Con riferimento all’art.53 comma 7 del D.lgs n. 165/2001 rientrano nel concetto di incarico tutte le forme di attività lavorativa dipendente o autonoma, tra le quali deve essere inclusa anche l’attività libero professionale. Pertanto, ove tale attività non sia autorizzabile o non abbia ricevuto la prescritta autorizzazione, il compenso da essa derivante deve essere versato dal percettore – pubblico dipendente nel conto dell’entrata dell’amministrazione di appartenenza, costituendo l’omissione ipotesi di responsabilità erariale. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Veneto - Sentenza n. 86 del 3 giugno 2015 - Agenti contabili delle case circondariali - Rapporti tra normativa di carattere generale in materia di gestione e contabilità dei beni mobili e normativa speciale degli stabilimenti carcerari - Beni per i quali non sussiste un obbligo di custodia - Conto giudiziale - Esclusione. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Liguria - Sentenza n. 34 del 25 maggio 2015 - Che ha ritenuto responsabile, in via sussidiaria rispetto agli amministratori della società, il Sindaco di un Comune, socio di maggioranza (al 95%) della società, per omesso perdurante controllo della gestione di un contributo comunitario erogato in favore della società partecipata. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione  Umbria - Sentenza n. 43 del 10 aprile 2015 - Responsabilità amministrativa e contabile - Art. 10 bis del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, recante misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria, conv. in L. 02/12/2005, n. 248. - Nella responsabilità amministrativa, l’eccezione di prescrizione del diritto risarcitorio, proposta via subordinata, va trattata dopo l’esame del merito, tenuto anche conto dell’interesse del convenuto al proscioglimento per il rimborso delle spese legali. - La Corte dei conti ha giurisdizione sul progettista dei lavori, quando il medesimo è anche direttore dei lavori stessi, atteso che i suoi doveri di direzione si attualizzano già nella fase della progettazione.
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione  Umbria - Sentenza n. 41 del 10 aprile 2015 - Responsabilità amministrativa e contabile – Contributo pubblico rottamazione autoveicoli – Rapporto di servizio tra venditore e Pubblica Amministrazione - Giurisdizione della Corte dei conti - Sussistenza. L. 27/12/2006, n. 296 disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), art. 1, commi 224 – 234. - La Corte dei conti ha giurisdizione sull’azione di danno promossa nei confronti dei venditori di autoveicoli per la concessione del contributo sulla “rottamazione”, in ragione della funzionalizzazione dei loro doveri alla realizzazione delle finalità di pubblico interesse, perseguite con il menzionato contributo.
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione  Umbria - Sentenza n. 24 del 18 marzo 2015 - Responsabilità amministrativa e contabile - La contrazione di mutui, per coprire debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive relative a procedure espropriative per opere di pubblica utilità, non comporta la sanzione di cui all’art. 30, comma 15 della Legge n. 289/2002, in quanto si tratta di spese di investimento, per le quali non vige alcun divieto di assunzione di nuovi mutui. - Possono coprirsi con debiti fuori bilancio anche le spese per interessi e rivalutazioni, relativi alla espropriazione per pubblica utilità, in quanto spese di investimento.
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione  Emilia Romagna - Sentenza n. 3 del 19 gennaio 2015 Responsabilità amministrativa del Sindaco, della Giunta Comunale e del Segretario Comunale per la nomina di un Direttore Generale dell'ente locale privo del diploma di laurea, che costituisce il requisito minimo per l'accesso alla predetta posizione dirigenziale. Nella quantificazione del danno la Sezione ha valutato l'apporto effettivo del soggetto, sia pure privo dei requisiti professionali – condanna.
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione  Emilia Romagna - Sentenza n. 165 del 3 dicembre 2014 - Illecito contabile perpetrato in danno di un Comune è costituita dall’assunzione del Capo di Gabinetto del Sindaco e dalla conseguente corresponsione al predetto di emolumenti corrispondenti alla categoria D, posizione economica D1, in assenza dei requisiti minimi per accedere a detto inquadramento economico per non aver egli conseguito il titolo di studio del diploma di laurea, come richiesto dal CCNL all’epoca vigente” – condanna.
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione  Lazio - Sentenza n. 665 del 10 settembre 2014 - Responsabilità Amministrativa. Responsabilità degli amministratori di un Ente pubblico - nella specie l’INPDAP, poi confluito nell’INPS. Responsabilità per danno indiretto degli amministratori di un Ente pubblico per il conferimento di mansioni superiori a tempo indeterminato a vari dipendenti con l'omessa revoca decorsi sei mesi dal conferimento in applicazione dell’art. 52 del D.lgs. n. 165/2001 - Sussiste - Compensazione del danno con un preteso utile derivante dall’espletamento delle mansioni superiori - Impossibilità.
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione  Lazio - Sentenza n. 230 del 20 marzo 2014 - Processo contabile - Se  non è frutto di un controllo generalizzato è secondario il modo in cui il PR abbia appreso la notizia di danno. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Sardegna -Sentenza n. 56 del 18 marzo 2014 - Responsabilità amministrativa in generale - L’esistenza di una polizza fideiussoria non fa venire meno l’attualità del danno. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Iª Sez. giur. centrale d'appello - Sentenza n. 425 del 17 marzo 2014 - Giurisdizione contabile - Si alla giurisdizione contabile se il costo societario cela una distribuzione occulta di utili. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Umbria - Sentenza n. 34 del 14 marzo 2014 - Responsabilità amministrativa in generale - In  caso di “mancata entrata” il danno è attuale solo se il credito diventa inesigibile. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Piemonte -Sentenza n. 26 del 11 marzo 2014 -  Reati contro la P.A.  - Il  clamor fori non è una componente indispensabile del danno all’immagine, ma solo un’aggravante. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. Lazio - Sentenza n. 683 del 14 ottobre 2013 - Giurisdizione Contabile - Per  i danni cagionati ad ANAS s.p.a. la giurisdizione appartiene al giudice contabile. Al riguardo va precisato che, ai fini dell’individuazione della giurisdizione su tali enti, “non rileva la natura dell’attività concretamente svolta dal soggetto agente, quanto piuttosto il carattere pubblico dei finanziamenti e delle risorse economiche utilizzate”, come più volte affermato dalla giurisprudenza della Sezione Lazio, proprio con riferimento all’A.N.A.S. (Sez. Lazio n. 874/2005; Sez. Seconda Centrale Appello n. 131/2008; Sez. Lazio n. 1922/2009), e come ribadito dall’orientamento anche più recente della Corte di Cassazione nel caso di società per azioni che operano in regime totalmente pubblico. In particolare, preso atto che la Suprema Corte ha delineato questo indirizzo con riferimento alla RAI S.p.A. (ordinanza n. 27092/2009), definita “ente assimilabile ad una amministrazione pubblica nonostante l’abito formale che riveste di società per azioni”, la Sezione Lazio osserva che nella fattispecie in giudizio esiste analogia con tale precedente atteso che, come la RAI, anche l’ANAS ha capitale a totale partecipazione pubblica, è designata dalla legge (d.l. n. 138/2002 e d.lgs. n. 143/1994) quale concessionaria di servizio pubblico, è destinataria di un canone avente natura di imposta, è compresa tra gli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria, sottoposti, pertanto, al controllo della Corte dei conti, e, infine, è tenuta all’osservanza delle procedure di evidenza pubblica nell’affidamento di appalti. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. Friuli-Venezia-Giulia  - Sentenza n. 46 del 2 settembre 2013 - Responsabilità amministrativa Se il convenuto è un finanziere allora deve risarcire anche il costo delle indagini espletate a suo carico. da www.respamm.it
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Corte dei conti, IIIª Sez. giur. centrale d'appello - Sentenza n. 546 del 5 agosto 2013 - Giurisdizione contabile - Se la partecipata pubblica svolge attività d’impresa il c.d. controllo analogo non basta a radicare la giurisdizione contabile. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Piemonte - Sentenza n. 135 del 1 agosto 2013 - Responsabilità amministrativa e contabile – Dirigente scolastico - Vessazioni continue a danno di un dipendente (mobbing) – Dolo – Sussistenza - Processo contabile – Cessazione della materia del contendere richiesta dal P.M - In assenza delle condizioni di legge – Esclusione. Il comportamento vessatorio posto in essere da un dirigente scolastico nei confronti di un dipendente, con invito a trasferirsi e uso di linguaggio ingiurioso anche in pubblico, definito in sede di giudizio civile “mobbing” con condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno, costituisce pregiudizio erariale posto in essere con dolo.
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Sicilia - Sentenza n. 2719 del 23 luglio 2013 - Responsabilità amministrativa per danno indiretto. La transazione, se opportuna o necessaria, non interrompe il nesso causale tra la condotta e l’evento dannoso. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Sardegna - Sentenza n. 232 del 22 luglio 2013 - Appalto di lavori e contratti pubblici. Va escluso dalla gara il concorrente che omette di comprovare la propria capacità tecnica e professionale. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Sicilia - Sentenza n. 2681 dell'11 luglio 2013 - Spese illegittime o vietate dalla legge. Risponde  personalmente il Sindaco che conferisce incarichi di staff in spregio ai divieti posti dalle norme sul patto di stabilità. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Molise - Sentenza n. 74 del 4 luglio 2013 - Spese illegittime o vietate dalla legge. La cena conviviale intesa a rafforzare lo “spirito di gruppo” tra i dipendenti non può essere pagata con soldi pubblici. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sezioni Riunite in sede giur. - Ordinanza n. 1 del 12 giugno 2013 - Non si può sospendere il processo per attendere l'esito di un giudizio di legittimità sollevato in via principale. Premesso che la legittimazione attiva a proporre ricorso per conflitto di competenza avverso un'ordinanza di sospensione del processo compete tanto al Procuratore regionale quanto alla parte privata convenuta in giudizio, deve ritenersi affetto da illegittimità il provvedimento con il quale il Giudice dispone la sospensione del processo al fine di attendere l'esito di un giudizio di legittimità costituzionale sollevato in via principale, tanto più se tale giudizio di costituzionalità ha ad oggetto ad una norma di cui il Giudice contabile non deve fare diretta applicazione. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Umbria - Sentenza n. 25 del 29 aprile 2013 - La Corte dei conti ha giurisdizione anche nei confronti dei privati che percepiscono contributi per la realizzazione di programmi della P.A. senza averne fatto domanda, ma con la consapevolezza della loro destinazione a finalità pubbliche, percependoli indebitamente per soddisfare interessi propri.
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Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Piemonte - Sentenza n. 40 del 13 marzo 2013.

Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Piemonte - Sent.  n. 14 del 24/01/ 2013 - La Corte dei conti ha condannato gli amministratori di numerose cooperative di produttori di latte per il danno, causato all’erario dello Stato ed all’Unione Europea, in conseguenza del mancato versamento del prelievo supplementare sulle eccedenze di produzione del latte.

Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Piemonte - Sent. n. 7 del 21/01/2013 - Responsabilità nei confronti della P.A. - Danno da disservizio e danno all’immagine pubblica.

Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Piemonte - Sent. n. 6 del 16/01/2013 - Per la prima volta sono stati condannati il sindaco e la giunta e parte del Consiglio comunale per alterazione del bilancio ai fini del rispetto, fittizio, del patto di stabilità.

Corte dei conti, Sez. I Giurisdizionale Centrale - Sent. n. 809 del 14/12/2012 - Responsabilità nei confronti della P.A. degli amministratori e dipendenti delle società con partecipazione pubblica - Danno all'immagine - Danno alla concorrenza.

Corte dei conti, Sez. giur. Umbria - Sent. n. 97 del 10/09/2012 - Spese illegittime o vietate dalla legge - Il Sindaco, quale figura istituzionale di vertice, non è tenuto a conseguire una previa autorizzazione prima di effettuare missioni - Invero, il Sindaco, a tenore dell’articolo 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali, approvato con il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è “organo responsabile dell’amministrazione del comune”, in quanto tale superiorem non recognoscens, collocato nella coincidente posizione di Organo dell’Amministrazione che deve valutare l’idoneità del designato a svolgere la funzione al di fuori del territorio comunale e di designato a svolgerla. Tale coincidenza rende del tutto inutile che un Sindaco autorizzi se medesimo mediante un espresso provvedimento. Conseguentemente – trattandosi, nel caso, di un’ipotesi di responsabilità attribuita, in tesi, al Segretario comunale – il funzionario incaricato a liquidare il rimborso delle spese sostenute da un Sindaco per missione effettuata non ha alcun obbligo di subordinare la liquidazione alla presenza, tra gli atti del procedimento, di un espresso provvedimento autorizzatorio, emanato dall’autorizzante nei confronti di se medesimo. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Friuli-Venezia-Giulia - Sent. n. 88 del 10/09/2012 - Pubblico impiego e rapporto onorario - L’ex Presidente regionale Antonione e l’ex Segretario generale Bellarosa rispondono per la grave leggerezza con cui hanno consentito l’illecito demansionamento di un dirigente - Atteso che la Regione Friuli Venezia Giulia è stata condannata a risarcire i danni subiti da un dirigente in ragione di un demansionamento che appariva illegittimo sia sotto il profilo della normativa nazionale che di quella regionale, di tale danno indiretto devono rispondere – oltre ai dirigenti e amministratori che più da vicino hanno dato causa al provvedimento – anche il Presidente della Regione, per la grave leggerezza con cui ha proposto alla Giunta di approvare una delibera presentata “fuori sacco” (e quindi priva di una adeguata istruttoria in relazione ai profili di legittimità), nonché il Segretario generale della Regione, in quanto, quale soggetto posto al vertice dell’amministrazione burocratica dell’ente, deve verificare l’esistenza di tutti gli elementi per poter considerare compiuta l’istruttoria antecedente alle deliberazioni collegiali di Giunta con il riscontro della presenza dei pareri e degli atti preparatori indispensabili affinché la manifestazione della volontà dell’organo di governo della Regione non sia viziata da elementi che ne possano inficiare la legalità. da www.respamm.it

Corte dei conti, IIIª Sez. giur. centrale d'appello - Sent. n. 573 del 07/09/2012 - Giurisdizione contabile - Gli amministratori di Firenze Fiera s.p.a. non sono soggetti alla giurisdizione della Corte dei conti - Invero, con numerose sentenze ed ordinanze - nonostante talune pronunce di segno diverso giustificate dalla specificità delle singole fattispecie – la Suprema Corte ha affermato la giurisdizione ordinaria in base alla struttura societaria dell’ente danneggiato senza considerare la partecipazione (totalitaria o maggioritaria) dell’ente stesso e indipendentemente dalla circostanza che la società partecipata svolgesse, o non, un pubblico servizio di diretta pertinenza dell’ente pubblico (territoriale). Ne consegue che l’attuale orientamento delle Sezioni Unite della Cassazione induce ad accogliere l’appello – in conformità alle conclusioni della P.G. - circa la declaratoria di difetto di giurisdizione della Corte dei conti in materia di società per azioni totalmente o in maggioranza partecipate dalla P.A. nelle sue molteplici espressioni. da www.respamm.it

Corte dei conti, IIIª Sez. giur. centrale d'appello - Sent. n. 572 del 06/09/2012 - Reati contro la pa - Il danno da tangente può essere ragguagliato all’entità dell’illecita dazione diretta ad evitare verifiche fiscali - Premesso che nel danno da tangente l’aggravio economico sofferto dall’Amministrazione si fonda, di solito, sulla presunzione di traslazione dell’importo delle tangenti sui prezzi di aggiudicazione dei contratti ad evidenza pubblica, secondo il principio dell’accadimento ragionevole e notorio,) ciò non impedisce di ritenere che la traslazione possa presumersi intervenuta in fattispecie diverse da quella rappresentata dall’aggiudicazione di contratti ad evidenza pubblica: precisamente, in tutte quelle evenienze nelle quali l’imprenditore possa ragionevolmente prevedere - se non avere addirittura la certezza - che la richiesta di denaro avanzata dal funzionario infedele (nella specie, il finanziere, in occasione della verifica fiscale) possa tradursi per lui in un vantaggio patrimoniale, in danno dell’Amministrazione. Nel caso di specie, ponendolo al riparo dal temuto rigoroso accertamento tributario, dal quale potrebbe conseguire l’obbligo di adempiere esattamente ai propri doveri fiscali, con maggior aggravio di spesa rispetto all’onere rappresentato dal pagamento della tangente. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Emilia-Romagna - Sent. n. 210 del 06/09/2012 - Reati contro la pa - La prolungata condotta fraudolenta dell’agente contabile determina, oltre al danno patrimoniale diretto, anche un danno da disservizio - In particolare la sussistenza del danno da disservizio, da liquidare necessariamente in via equitativa, viene ravvisata negli effetti distorsivi della condotta fraudolenta sulla legalità e legittimità dell’azione amministrativa; nel dispendio delle risorse che, sottratte ad altre destinazioni, sono state impiegate per gli accertamenti del Comune sui fatti di causa; nonché nella susseguente, necessaria attività di riorganizzazione dei servizi comunali coinvolti dal comportamento illecito del convenuto. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Emilia-Romagna - Sent. n. 209 del 06/09/2012 - Sanità pubblica - Il medico che viola il vincolo dell’esclusività determina un danno erariale pari alle Sent. n. 209 del 06/09/2012relative maggiorazioni stipendiali - Il medico dirigente dipendente dell’AUSL, che, pur trovandosi in regime di rapporto di lavoro esclusivo, esercita attività libero professionale in modo continuativo ed in assenza di autorizzazione da parte dell’Amministrazione di appartenenza, determina un danno erariale quantificabile nella somma corrispondente alla differenza tra quanto effettivamente pagatogli a titolo di retribuzione, di indennità e contributi e quanto invece gli sarebbe spettato, a norma delle relative previsioni contrattuali, in caso di impegno lavorativo a tempo non esclusivo a titolo di retribuzione di posizione, di indennità di esclusività, di ratei di tredicesima su tali voci, di contributi e di competenze variabili (di fatto non spettanti). da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Friuli-Venezia-Giulia - Sent. n. 71 del 14/06/2012 - Giurisdizione Contabile - Non sussiste la giurisdizione contabile sugli amministratori  e dipendenti di Aceagas Aps s.p.a. - Invero, in linea di principio può essere affermata la giurisdizione contabile per le ipotesi di responsabilità degli amministratori nei confronti di una s.p.a. partecipata in presenza di indicatori di “pubblicità” dell’ente, laddove detti indicatori si possono così riassumere : l’intera partecipazione azionaria di enti pubblici; il fatto che mai nella compagine societaria vi sia stato l’ingresso di soggetti privati persone fisiche o giuridiche; l’oggetto sociale tendente a finalità pubblicistiche o comunque a vantaggio degli enti pubblici partecipanti come l’erogazione di un servizio pubblico a vantaggio delle collettività rappresentate nel capitale sociale; l’assenza di scopo di lucro e la destinazione a riserva statutaria dell’eventuale utile; la fruizione di finanziamenti pubblici; il ricorso alle risorse pubbliche degli enti partecipanti per il ripiano delle perdite; il potere di nomina delle principali cariche sociali da parte degli enti pubblici partecipanti e la previsione statutaria del mantenimento del capitale in mano pubblica. Tuttavia, applicando i predetti principi metodologici alla fattispecie in esame la sentenza osserva che dalla documentazione raccolta a seguito dell’ordinanza istruttoria n. 2/2012 sono emersi elementi tali da far ritenere che Acegas Aps s.p.a. sia a tutti gli effetti un organismo collettivo d’intonazione privatistica con spiccate caratteristiche imprenditoriali, sul quale non può estendersi la giurisdizione della Corte dei conti.  da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Lazio - Sent.  n. 603 del 11/06/2012 - Giurisdizione Contabile - Sussiste la giurisdizione del Giudice contabile er i danni cagionati a Poste italiane s.p.a. da un proprio dipendente - Se, infatti, il rapporto tra la società e la Pubblica Amministrazione è semplicemente di natura partecipativa, come nell’ipotesi esaminata dalla Corte di cassazione nella nota sentenza n. 26806 del 2009, il fatto che il capitale della stessa sia alimentato anche da conferimenti provenienti dallo Stato o da altro ente pubblico, non fa perdere alla società la natura di ente privato, con la conseguenza che, non ravvisandosi in tale ipotesi un danno erariale, la responsabilità degli amministratori per i danni arrecati alla società resta disciplinata dalle norme del codice civile e la giurisdizione spetta al giudice ordinario. Qualora, invece, si tratti di una società con partecipazione pubblica totalitaria costituita per lo svolgimento di servizi pubblici, o che si configuri quale “longa manus” dell’ente pubblico stesso, per il rapporto di vera e propria compenetrazione organica che intercorre tra la società e l’ente pubblico, si è in presenza di un modello organizzatorio della stessa P.A. con la conseguenza che il danno prodotto dagli amministratori al patrimonio di quella società (pubblica) deve qualificarsi come erariale e la giurisdizione appartiene al giudice contabile. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. per la Regione Piemonte - Sent. n. 99 del 01/06/2012 - Corte dei conti – Giudizio di responsabilità amministrativa – Danno all’immagine della P.A. - Presupposti sostanziali dell’azione del Procuratore regionale - Sentenza definita di condanna per un delitto contro la P.A. – Mancanza – Nullità dell’azione – Effetti processuali - La disposizione di cui all’art. 17, comma 30-ter, del D.L. n. 78 del 2009, convertito dalla Legge n. 102 del 2009, come modifi-cato dall’articolo 1, comma 1, del D.L. n. 103 del 2009, convertito dalla Legge n. 141 del 2009, in tema di esercizio, da parte del Procuratore regionale della Corte dei conti, dell’azione di respon-sabilità per danno all’immagine, individua i presupposti sostanziali dell’azione consistenti nella presenza di una sentenza di condanna definitiva per uno dei delitti contro la P.A. previsti da Libro secon-do, Titolo secondo, Capo primo del Codice penale. L’azione di responsabilità amministrativa per danno all’immagine, esercitata dal Procuratore regionale della Corte dei conti in assenza dei presupposti previsti dall’art. 17-ter del (esi-stenza di una sentenza di condanna divenuta definitiva in materia di delitti contro la P.A.) è inammissibile; la relativa pronunzia ha effetti meramente processuali.

Corte dei conti,  Sez. giur. Toscana - Sent. n. 273 del 31/05/2012 - Ambiente - Il danno ambientale cagionato alle falde acquifere in seguito ai lavori per la realizzazione dell’alta velocità nel tratto ferroviario Firenze–Bologna è prescritto - Premesso che può definirsi permanente il fatto illecito derivante da un comportamento, attivo o omissivo, che, dopo aver prodotto l’effetto dannoso, perdura nel tempo e che, di contro, l’illecito viene considerato istantaneo con effetti permanenti quando, pur esauritosi il comportamento che lo ha generato, il danno continua ad esistere autonomamente protraendo i suoi effetti, nel caso di specie l’illecito contestato agli amministratori regionali convenuti – integrato dalla negligente approvazione di un progetto di cui apparivano ex ante evidenti gli effetti deleteri per le falde acquifere – costituisce un illecito istantaneo con effetti permanenti, con la conseguenza che la prescrizione ha cominciato a decorrere sin dal momento in cui il danno ha iniziato a manifestarsi. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Lazio - Sent. n. 562 del 28/05/2012 - Responsabilità amministrativa per danno indiretto - Risponde  del danno indiretto cagionato all’Amministrazione il dirigente scolastico che, a causa dei suoi reiterati rimproveri esternati in forma offensiva, determina uno stato di malattia in una dipendente - Occorre infatti considerare che tali comportamenti, indipendentemente dal fatto di integrare essi o meno la fattispecie del mobbing, costituiscono gravi violazioni dei doveri di ufficio del dirigente scolastico nella sua qualità di superiore gerarchico, e titolare dei poteri di organizzazione e disciplinari, in quanto tale tenuto all’osservanza non solo delle norme procedimentali nella applicazione delle sanzioni sin da quella del rimprovero verbale, ma soprattutto del generale dovere di correttezza imposto al datore di lavoro dall’art. 2087 c.c. al fine di salvaguardare l’integrità fisica e morale del lavoratore, come infatti ha sottolineato in parte motiva il Giudice del lavoro, dovere che sussiste sempre e comunque, indipendentemente dalla fondatezza o meno del rilievo mosso alla dipendente. La gravità della violazione, consistente nell’aver il dirigente effettuato tali rimproveri verbalmente e platealmente, senza adeguata motivazione e con modalità offensive della dignità del lavoratore, deriva dall’evidente scostamento da parte sua dai parametri di legalità e correttezza nell’uso del potere direttivo e disciplinare, nonché dalla reiterazione e frequenza degli episodi, ed integra in questa sede gli estremi della colpa grave. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Lazio - Sent. n. 513 del 21/05/2012 - Processo contabile - L’archiviazione non preclude il successivo esercizio dell’azione di responsabilità - In particolare, l'archiviazione non preclude una successiva iniziativa processuale per lo stesso fatto da parte del P.M., né costituisce fatto ostativo per le valutazioni che spettano al magistrato contabile in sede di giudizio e, conseguentemente, l'atto di citazione adottato dal P.M. a seguito della riapertura di un'istruttoria già archiviata non determina inammissibilità della domanda in quanto, nel processo di responsabilità amministrativa, l'archiviazione non ha efficacia di cosa giudicata e consente la riapertura delle indagini purché non si sia prescritto il diritto erariale al risarcimento del danno. da www.respamm.it

Corte dei conti, IIª Sez. giur. centrale d'appello - Sent. n. 295 del 11/05/2012 - Processo contabile - Il giudice contabile può acquisire fatti e  documenti formati in sede penale, tra cui le trascrizioni di intercettazioni telefoniche, e valutarli liberamente - In effetti, l’art. 270 del codice di procedura penale stabilisce che “i risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti, salvo che risultino indispensabili per l’accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l’arresto in flagranza”. Si tratta, come ha osservato la sentenza della Corte costituzionale n. 63 del 1994, di un “non irragionevole bilanciamento operato discrezionalmente dal legislatore fra il valore costituzionale rappresentato dal diritto inviolabile dei singoli individui alla libertà e alla segretezza delle loro comunicazioni e quello rappresentato dall’interesse pubblico primario alla repressione dei reati e al perseguimento in giudizio di coloro che delinquono”. Ma questi limiti all’utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche non sembrano applicabili nei giudizi davanti a questa Corte, nei casi in cui le intercettazioni abbiano portato al rinvio a giudizio degli imputati e siano state quindi debitamente vagliate in sede dibattimentale. Appare infatti indubbio che ove sia stato celebrato un processo penale la valutazione del giudice contabile ha per oggetto non le mere intercettazioni telefoniche disposte nel corso delle indagini preliminari, ma le complessive risultanze del processo penale, contrassegnate ormai dal carattere della pubblicità. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez IIIª Sez. giur. centrale d'appello - Sent. 384 del 24/05/ 2012 - Definizione del giudizio - Agli effetti dell’art. 17, comma 30-ter del d.l. n°78/2009 e successive integrazioni e modificazioni, ed in relazione a quanto precisato in proposito dalle Sezioni Riunite della Corte dei conti con la sent. n°12-QM/2011, le “sentenze non definitive” vanno individuate con riferimento al contenuto delle pronunce, più che al carattere decisorio delle pronunce stesse, dovendo riguardare questioni astrattamente idonee a definire, in tutto o in parte, il giudizio.

Corte dei conti, IIIª Sez. giur. centrale d'appello - Sent. n. 303 del 18/04/2012 - Danno diffuso - 1) La nullità di cui all’art. 17, comma 30-ter del d.l. n. 78/2009 e successive integrazioni e modificazioni, va valutata in base all’intrinseca consistenza dell’ipotesi di danno di volta in volta considerata, così che la notizia di danno è da ritenere “specifica e concreta” anche con riferimento ad incarichi di consulenza per la riorganizzazione di Ministeri ed Enti pubblici che, sebbene non espressamente menzionati nella notizia stessa, costituiscono comunque un‘articolazione del medesimo, complessivo sviluppo riorganizzatorio - 2) La riorganizzazione dei Ministeri è materia riservata alle competenze proprie della Pubblica Amministrazione e tendenzialmente non può costituire oggetto di incarichi di consulenza a terzi, così che i criteri normativo - giurisprudenziali fissati per il legittimo conferimento di incarichi ad estranei alla P.A., nel caso, vanno applicati in maniera molto più rigorosa - 3) Il compito di valutare ed eventualmente resistere agli orientamenti dei ministri, che contrastano con regole fondamentali della P.A., rientra tra i doveri di servizio propri dell’alta dirigenza ministeriale, la cui violazione integra gli estremi della colpa grave, rilevante ai fini della responsabilità propria della dirigenza medesima.

Corte dei conti, Sez. giur.  per la Regione Lombardia - Sent. n. 206 del 28/03/2012 - Responsabilità amministrativa in generale -Le spese per ricostruire e ricondurre sui binari della regolarità amministrativa la contabilità dell’amministrazione determinano un “danno da disservizio” Le attività illecite poste in essere dalla convenuta, protrattesi dall’anno 2002 sino al settembre 2006, hanno in concreto determinato una rilevante alterazione della contabilità comunale, con la conseguenza che l’ente ha dovuto dedicare alla ricostruzione delle numerose e diversificate anomalie ed al ripristino di un quadro di regolarità. La giurisprudenza della Corte dei Conti è costante nel ritenere sussistente il c.d. “danno da disservizio” in tutti i casi in cui i risultati raggiunti da parte dell’ apparato organizzativo sono negativamente influenzati dall’omessa o carente prestazione lavorativa del dipendente ovvero dall’esigenza di porre rimedio a situazioni di diffusa irregolarità determinata da comportamenti irregolari od illeciti di alcuni dipendenti. da www.respamm.it

Corte dei conti, IIIª Sez. giur. centrale d'appello - Sent. n. 257 del 27/03/2012 - Processo contabile - Inammissibile l’atto d’appello che si compone di un’elencazione di censure nei confronti della sentenza impugnata dalla quale non emerge una chiara esplicitazione delle stesse con riferimento a concreti elementi fattuali e di diritto - Invero, sebbene l’onere in questione debba ritenersi soddisfatto anche mediante un’esposizione sommaria delle doglianze, ciononostante questa deve consentire al giudice del gravame di identificare i punti impugnati e le (relative) ragioni di fatto e di diritto. L’art. 342 cpc, infatti, pur non richiedendo una specificazione rigorosa o l’adozione di formule particolari e sacramentali, essendo sufficiente, appunto, la predetta esposizione sommaria, impone, comunque, come espressamente previsto dall’art. 98 del RD 13 agosto 1933, n. 1038, che i motivi, in fatto e in diritto, sui quali si fonda il gravame siano debitamente specificati di modo che il Giudice non possa e non debba farsi interprete del volere e delle ragioni dell’appellante. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Campania - Sent. n. 376 del 26/03/2012 - Appalto di lavori e contratti pubblici - Costa caro agli amministratori di un’ASL ignorare un’informativa antimafia atipica emessa a carico di un’impresa parte di un’ATI affidataria del servizio di pulizia - A prescindere dai sopravvenuti limiti normativi, di derivazione comunitaria, che determinano il divieto di rinnovare o prorogare un contratto di servizi in favore di imprese affidatarie della relativa fornitura, sono comunque responsabili del danno patrimoniale cagionato all’Amministrazione di appartenenza i direttori generali pro tempore, il dirigente del servizio provveditorato, il responsabile del servizio acquisizione di beni e servizi e l’avvocato dirigente dell’ufficio legale dell’ASL NA 5, in ragione dei reiterati atti di rinnovo e proroga di un contratto di servizio di pulizia delle strutture sanitarie in favore di un’associazione temporanea di imprese di cui faceva parte, in misura nettamente maggioritaria (81%), un’impresa colpita da un’informativa antimafia atipica della Prefettura in quanto facente parte anche di un consorzio che stava partecipando alla nuova gara per l’affidamento del servizio scaduto. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Lombardia - Sent. n. 195 del 21/03/2012 - Reati contro la pa - La condanna per corruzione degli amministratori di una società partecipata determina un danno patrimoniale indiretto all’immagine dell’ente pubblico partecipante - Le condotte contestate al convenuto sono fonte di danno all’immagine degli Enti (soci pubblici della società privata partecipata), che hanno subito un danno patrimoniale indiretto, consistente nella lesione del decoro e del prestigio della istituzione, conseguente allo “strepitus fori” prodotto dalla celebrazione del processo e la risonanza del fatto che ha compromesso, nella percezione del cittadino comune, la credibilità e l’affidabilità degli Enti con conseguente grave pregiudizio per l’immagine dell’amministrazione (Nel caso di specie i convenuti in giudizio, amministratori di Ferrovie Nord Milano Esercizio s.p.a., oggi divenuta FERROVIENORD s.p.a., venivano condannati per il danno all’immagine cagionato alla Regione Lombardia e alla controllante Ferrovie dello Stato Italiane s.p.a.). da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Sicilia - Sent. n. 901 del 19/03/2012 - Processo contabile - In caso di proscioglimento del convenuto le spese legali le paga l’AGEA - In ragione del proscioglimento nel merito, attesa la natura di parte solo in senso formale della Procura Regionale della Corte dei conti, che promuove e partecipa ai giudizi di responsabilità amministrativa dei pubblici amministratori e dipendenti quale portatore non dell’interesse particolare dell’amministrazione, ma di quello generale dell’ordinamento giuridico (così Corte di Cassazione SS.UU. civili, 2 marzo 1982, n. 1282, 2 ottobre 1998, n. 9780, 2 aprile 2003, n. 5105, 15 gennaio 2010, n. 519), le spese processuali gravano (ex art. 91 c.p.c.) sull’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura - AGEA, nel cui interesse ha agito in giudizio il Procuratore contabile, quale suo rappresentante processuale ex lege, giacché l’Agenzia è il soggetto che si assumeva leso e a cui vantaggio sarebbe stata devoluta la condanna al risarcimento nel caso di mancata assoluzione dell’odierno convenuto. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur.  per la Regione Lombardia - Sent. n. 63 del 01/02/2012 - Responsabilità P.A. - In tema di danno cosiddetto indiretto, tema che si collega alla responsabilità assunta dalla pubblica Amministrazione verso terzi ed alla problematica dei rapporti tra azione civile di danno ed azione di responsabilità amministrativa.

Corte dei conti, Sez. giur. d'appello per la Sicilia - Sent. n. 43 del 01/02/2012 - Processo contabile - L'azione di responsabilità non subisce alcun impedimento dal contestuale possesso di un titolo esecutivo in capo all'Amministrazione danneggiata - In tal senso depone altresì la circostanza che la giurisprudenza della Corte di Cassazione s’è ormai venuta decisamente orientando nel senso che l’Ente pubblico danneggiato non sia legittimato ad esperire innanzi al Giudice Ordinario (al di fuori dell’ipotesi di costituzione di parte civile nel processo penale e salve deroghe espressamente sancite dalla legge) azioni di natura risarcitoria a carico dei propri amministratori e dipendenti nonché di altri soggetti che siano, comunque, ad esso legati da un rapporto di servizio, dovendo ritenersi che la Corte dei Conti sia munita di giurisdizione esclusiva in materia. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Lombardia - Sent. n. 31 del 27/01/2012 - Giurisdizione contabile - L'esercizio non autorizzato di incarichi da parte del dipendente pubblico non rientra nella giurisdizione contabile - Deve essere esclusa la sussistenza della giurisdizione della Corte dei conti sul danno da mancato riversamento all'amministrazione di appartenenza di quanto percepito dal dipendente pubblico per l'esecuzione di incarichi non autorizzati. Invero, premesso che un tale obbligo è posto dall’art. 53, co. 7, d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, in primis nei confronti del soggetto erogante e, in via subordinata, a carico del dipendente della p.a., tale circostanza è significativa della natura esclusivamente privatistica dell’obbligazione di refusione, trattandosi del soddisfacimento di un interesse meramente lavoristico; con la conseguenza che la violazione del dovere di esclusività in questo caso dà luogo ad un credito del datore di lavoro nei confronti dei soggetti obbligati che non può in alcun modo ricondursi all’esercizio di funzioni pubblicistiche. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Puglia - Sent. n. 226 del 25/01/2012 - Responsabilità contabile - La qualificazione di agente contabile risulta meramente correlata al c.d. “maneggio” di denaro, beni mobili, materie e/o valori di “pertinenza pubblica” - Tale maneggio, inteso quale disponibilità materiale, concreta ed effettiva di denaro, beni mobili, materie e/o valori di “pertinenza pubblica” determina, con automatismo giuridico e a prescindere da una legittimazione giuridica in tal senso, l'instaurazione di un “rapporto di servizio” tra l'autore della gestione ed il soggetto pubblico alla cui “pertinenza” quel denaro e/o valori sono riconducibili. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Sicilia - Sent. n. 221 del 25/01/2012 - Mala gestio di una pubblica amministrazione - Condannato a risarcire oltre 29 milioni di Euro il Direttore generale della Provincia regionale di Palermo per avere investito, perdendolo, denaro pubblico sul mercato dei cambi - Invero, tra i possibili modi d’impiego di liquidità di pertinenza del pubblico erario, intrinsecamente non destinabile a speculazioni potenzialmente erosive del capitale investito, la compravendita di valute appare, già in linea astratta, una delle scelte meno appropriate. Quindi, sebbene l’insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali (art. 1, comma 1, L. 20/1994) precluda una penetrante analisi circa l’adeguatezza della tipologia dell’investimento rispetto agli obiettivi dell’Ente, la soluzione adottata sembra oltrepassare in modo evidente quei margini di ragionevolezza che necessariamente devono caratterizzare l’agire pubblico. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Campania - Ord. n. 23 del 20/01/2012 - Giurisdizione contabile - L’adozione di misure cautelari ex art. 700 c.p.c. rientra tra i poteri inerenti alla giurisdizione della Corte dei conti - L’attività oggetto del sindacato della Corte è attività della P.A. che si assume foriera di danno per la P.A. medesima, sicché nessuna contraddittorietà o invalicabile relazione di alterità è dato ravvisare nella circostanza che l’azione cautelare sia indirizzata all’ente in quanto tale, rispetto all’azione di responsabilità che viene rivolta verso i singoli che hanno agito in suo nome, atteso che immutato rimane l’interesse sottostante ad entrambe le sedi processuali ed ai poteri d’iniziativa esercitati dall’Organo requirente . Si deve riconoscere, pertanto, che la Corte dei conti – essendo chiamata a giudicare del danno prodotto dalla persona fisica in veste di organo pubblico – debba conoscere anche dell’ulteriore danno che continui a prodursi, dopo la cessazione della persona dalle sue funzioni, e che in detto ambito conoscitivo rientri l’esercizio di poteri inibitori, finalizzati ad imporre la cessazione di quel nocumento aggiuntivo: in ciò esprimendosi una naturale correlazione tra l’azione promossa in ordine ai danni già verificatisi, la misura cautelare impeditiva della moltiplicazione di quegli stessi effetti dannosi e l’ulteriore azione di responsabilità da promuovere verso gli altri responsabili. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Friuli-Venezia-Giulia - Sent. n. 9 del 18/01/2012 - Mala gestio di una pubblica amministrazione - L'acquisto di fondi comuni di investimento non è interdetto all'ACI ed una eventuale perdita del capitale investito non determina responsabilità contabile - La sottoscrizione di prodotti finanziari quali i fondi comuni di investimento, effettuata con finalità di copertura e non meramente speculativa, non determina responsabilità amministrativa degli amministratori di un ente pubblico nel caso in cui il danno da svalutazione del patrimonio investito non solo non era in alcun modo prevedibile con l’ordinaria diligenza al momento della sottoscrizione, ma anzi si palesava improbabile alla luce del fatto che l’investimento presentava vistosi margini di profittabilità per l’ente e per la conservazione del suo patrimonio. da www.respamm.it

Corte dei conti, Iª Sez. giur. centrale d'appello - Sent. n. 18 del 13/01/2012 - Reati contro la pa - Le spese necessarie al ripristino dell'immagine dell'ente costituiscono solo uno dei possibili parametri della quantificazione equitativa del risarcimento - Deve ritenersi che il danno all’immagine della Pubblica amministrazione (“non patrimoniale”), anche se inteso come danno c.d. conseguenza, è costituito dalla lesione all’immagine dell’ente, conseguente ai fatti lesivi produttivi della lesione stessa (compimento di reati o altri specifici casi), da non confondersi con le spese necessarie al ripristino, che costituiscono solo uno dei possibili parametri della quantificazione equitativa del risarcimento. da www.respamm.it

Corte dei conti, Sez. giur. Lazio - Sent. n. 22 del 10/01/2012 - Pubblico impiego e rapporto onorario - Condannato a pagare € 100.000 l’ex DG della RAI Mauro Masi in seguito alla diseconomica transazione stipulata con due dirigenti “silurati” dal Cda - Secondo l’assunto del Requirente, accolto dalla Sezione, l’irrazionalità della scelta consisterebbe nell’aver incluso nell’accordo economico di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a tempo indeterminato dei due dirigenti (A. Buttiglione e M. Del Bosco) la voce “patto di non concorrenza” per un valore di rilevante impatto finanziario (420.000,00 per la dott.ssa Buttiglione, 260.000,00 per il dott. Del Bosco). da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - Sez. giur. Lombardia - Sentenza n. 792 del 29/12/2011 - Processo contabile - Il danno diretto da tangente può essere quantificato in un importo pari alle tangenti erogate - Infatti le tangenti erogate costituiscono, di regola, un costo “scaricato” dall’impresa corruttrice sul corrispettivo d’appalto. da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - Iª Sez. giur. centrale d'appello - Sentenza n. 577 del 27/12/2011 - Incarichi esterni - Le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di far fronte alle competenze istituzionali mediante il più proficuo utilizzo di risorse umane e professionali esistenti nell'ambito delle proprie struttura. - Il ricorso ad incarichi professionali esterni, avendo natura eccezionale, può avvenire solo in presenza delle condizioni previste dalle disposizioni legislative in materia (in particolare, l’art. 7 D.L.vo n. 165/2001, cit.), che esprimono principi di stretta interpretazione. Più in generale, i presupposti di legittimità per il conferimento dell'incarico o la stipula del contratto di collaborazione sono così schematizzabili: 1) l'oggetto deve essere corrispondente alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente e ad obiettivi e progetti specifici e determinati; si tratta, cioè, di perseguire obiettivi e progetti specifici contenutisticamente e temporalmente predeterminati e non determinati in modo del tutto generico ab origine; 2) occorre il preventivo accertamento, da parte dell'amministrazione conferente, dell'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al proprio interno; dunque, la previa verifica organizzativa, puntuale e documentata, della quale occorre dare conto nella lettera di incarico o nel contratto di collaborazione; 3) la prestazione deve essere di natura temporanea, con conseguente necessaria predeterminazione del termine di scadenza, per cui non sono consentiti incarichi generici rinnovabili a tempo indefinito; per questo, si richiede che vengano preventivamente definiti gli elementi essenziali del contratto, in modo da delineare ex ante il perimetro dei principali diritti e obblighi dei contraenti: 4) infine, la prestazione deve essere "altamente qualificata"; dunque, la qualità della professionalità coinvolta deve chiaramente risultare da un apposito procedimento di verifica di evidenza pubblica, idoneo a dimostrare erga omnes la specifica esperienza del soggetto incaricato nell'attività dedotta in contratto. da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - Sez. giur. Lazio - Sentenza n. 1619 del 18/11/2011 - Incarichi esterni - Le difficoltà in termini di gestione ed organizzazione del personale del Comune non giustificano il conferimento di un incarico professionale esterno - L’illegittimità della delibera comunale consegue, oltre che alla genericità dell'incarico, anche al fatto che le problematiche afferenti al personale costituiscono un momento indefettibile dei poteri di organizzazione e di ordinamento delle risorse professionali e umane del Comune, e che, inoltre, costituisce un ingiustificato pregiudizio economico, per la notevole spesa sostenuta, l’incarico al consulente estraneo all'Amministrazione a fronte di non identificati contributi consulenziali e legali (in assenza, peraltro, della individuazione di questioni concrete e contenziosi effettivi). A conferma di ciò giova evidenziare che l’espletamento dell’incarico risulta confermato solo da una scarna dichiarazione, rilasciata dal Sindaco, formulata in modo generico e unicamente con riferimento al periodo della consulenza, senza la possibilità di concreti e puntuali riscontri per mancanza di atti o pareri scritti del consulente, avendo egli intrattenuto esclusivamente rapporti verbali diretti con gli organi elettivi, a favore dei quali veniva espletata dichiaratamente l’attività di consulenza. da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - Sez. giur. Bolzano - Sentenza n. 30 del 17/11/2011 - Appalto di lavori e contratti pubblici - Il visto di regolarità tecnica del Sentenza n. 30 del 17/1172011 direttore del competente ufficio provinciale non é assorbito da quello di legittimità del direttore di ripartizione - Risponde personalmente il direttore di ripartizione della Provincia autonoma di Bolzano che, sovvertendo il normale corso del procedimento amministrativo disciplinato dalla legge, liquida la spesa per un contratto di sponsorizzazione senza prima sincerarsi che la prestazione promessa dallo sponsee sia stata correttamente adempiuta. Con lui rispondono altresì il competente assessore al turismo e quello allo sport per avere contribuito a determinare o comunque tollerato una prassi illegittima resa evidente dalla mancanza, sulla relativa delibera di spesa, del prescritto visto di regolarità tecnica, indice di una mancata effettuazione della doverosa istruttoria e spia della successiva liquidazione al di fuori di qualsiasi reale verifica o controllo. da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - Sez. giur. Lazio - Sentenza  n. 1589 del 10/11/2011 - Pubblico impiego e rapporto onorario - Integra un danno erariale per l’Amministrazione di appartenenza l’illecita fruizione di permessi retribuiti da parte di un consigliere comunale - Premesso che, agli effetti della sussistenza del presupposto della giurisdizione contabile, nella nozione di danno cagionato “nell’esercizio delle funzioni” deve comprendersi anche l’ipotesi di “mancato esercizio” delle funzioni stesse, l’indebita assenza dal servizio del pubblico dipendente, determinando una modificazione o una interruzione del sinallagma tra la prestazione di lavoro e la correlativa retribuzione, integra un ingiusto pregiudizio economico per l’Amministrazione di appartenenza a causa dell’erogazione di emolumenti non spettanti. da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - Sez. giur. d'appello per la Sicilia - Sentenza n. 345 del 09/11/2011 - Processo contabile - Per la validità degli atti istruttori del PM contabile è sufficiente che la notizia di danno, comunque acquisita, faccia riferimento a un fatto dannoso tale da richiedere indagini per l’accertamento degli elementi costitutivi della responsabilità amministrativa - Spetta all’interprete stabilire volta per volta quando una notizia sia idonea ad essere posta a base di un’attività istruttoria. Nell’eseguire tale compito ermeneutico il giudice non dovrà dimenticare la gravissima sanzione prevista dal legislatore per un’istruttoria iniziata in modo difettoso, costituita dalla nullità degli atti, che prescinde perfino dalla fondatezza o meno della domanda risarcitoria rivolta all’eventuale responsabile. Pertanto, poiché principio fondamentale di tutta la legislazione in materia di responsabilità per danno erariale è l’indipendenza e l’obbligatorietà dell’azione esercitata dal pubblico ministero contabile, le norme che prevedono la nullità degli atti dallo stesso compiuti, in quanto eccezionali, sono soggette a regole di stretta interpretazione. da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - Sez. giur. Sardegna - Sentenza n. 595 del 08/11/2011 - Appalto di lavori e contratti pubblici - Determina un danno erariale l’illecita percezione degli incentivi destinati alla progettazione dell’opera ai sensi dell’art. 18 della legge n. 109/1994 - Le modifiche normative susseguitesi (D.L. 3 aprile 1995, n. 101, art. 6, conv. in legge n. 216 del 1995; L. 15 maggio 1997, n. 127, art. 6; L. 17 maggio 1999, n. 144, art. 13), nell’introdurre criteri (legali) di ripartizione degli incentivi per la progettazione, ovvero nello stabilire il criterio della permanenza dell’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera progettata o, ancora, nell’incrementare la quota parte del costo preventivato di un’opera o di un lavoro da destinare agli incentivi stessi, hanno mantenuto fermi i presupposti per la corresponsione degli incentivi alla progettazione, ossia il discendere l’attribuzione dei corrispettivi in questione da una effettiva attività svolta dal personale dell’Ente, e la natura premiale degli stessi, indubbiamente collegata alla presenza di un’effettiva utilità per l’amministrazione come attività propedeutica alla realizzazione dell’opera pubblica; ne discende che non possono considerarsi “utilmente corrisposte” le somme, percepite dai dipendenti dell’Ufficio Tecnico a titolo di incentivi per la progettazione che, come risulta dimostrato per tabulas, è stata affidata a soggetti esterni all’Amministrazione, di talché le stesse costituiscono danno erariale. da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - IIª Sez. giur. centrale d'appello - Sentenza n. 590 del 07/11/2011 - Processo contabile - E’ nullo l’atto di citazione iussu iudicis che non contenga le ragioni della chiamata in causa - Nell’atto di citazione integrativo emesso iussu iudicis – istituto tuttora ammissibile anche rispetto al novellato art. 111 Cost. – occorre, tuttavia, a tutela del diritto di difesa dei chiamati in giudizio, che vengano compiutamente indicate sia le ragioni della chiamata in giudizio, sia il quantum contestato in relazione all’ipotizzata incidenza causale della condotta nella produzione del danno e che sussistano, comunque, tutti gli elementi essenziali della vocatio in ius come indicati dall’art. 163 c.p.c. da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - Sez. giur. Sicilia - Sentenza n. 3588 del 03/11/2011 - Reati contro la P.A. - Anche la condanna per delitto tentato è idonea a ledere l’immagine della P.A. - Posto che l'obiettivo dell'intervento operato con l'art. 17, comma 30 ter, del DL 78/2009 è, evidentemente, quello di delimitare, sul piano oggettivo, gli ambiti di rilevanza del giudizio di responsabilità, ammettendo la risarcibilità del danno per lesione dell'immagine dell'amministrazione soltanto in presenza di condotte illecite, che integrino gli estremi di specifiche fattispecie delittuose, volte a tutelare, tra l'altro, proprio il buon andamento, l'imparzialità e lo stesso prestigio dell'amministrazione, appare irrilevante, ai limitati fini della valutazione di sussistenza della condizione dell'azione, il grado di lesione di quei beni, con la conseguenza che non vi sono ragioni per discriminare tra la situazione in cui la lesione è prodotta per effetto di un delitto che si è arrestato alla soglia del tentativo e la situazione in cui la lesione è conseguenza della consumazione del medesimo reato. da www.respamm.it

CORTE DEI CONTI - Prima Sezione giurisdizionale centrale d’Appello -  Sentenza n. 417 del 27 settembre 2011 - Spese illegittime per regalie (regali natalizi) disposte dal Presidente del Consiglio Regionale a favore del personale e dei Consiglieri regionali impropriamente qualificate spese di rappresentanza.

CORTE DEI CONTI - Prima Sezione giurisdizionale centrale d’Appello -  Sentenza n. 408 del 23 settembre 2011 - Condanna del Direttore Generale e del Direttore amministrativo di una ASL al pagamento in favore di detta azienda e per essa della Regione Abruzzo, della somma di € 10.000 il primo e di € 100.000 per un danno finanziario di cui è parte anche il danno all’immagine dell’Amministrazione, arrecato dagli stessi con comportamento caratterizzati da colpa grave.

CORTE DEI CONTI - Sezione giurisdizionale per la Puglia - Sentenza n. 1006 del 20 settembre 2011 - Responsabilità di dirigente locale per danno erariale da erogazione di compensi aggiuntivi (Nella fattispecie la Sezione ha ritenuto responsabile il convenuto per sottrazione al fondo per la contrattazione decentrata della dirigenza di somme derivanti dal recupero di evasione in violazione di quanto predisposto dal contratto collettivo, unica fonte di disciplina).

CORTE DEI CONTI- Sezione Giurisdizionale  per la Regione Campania - Sentenza n. 359 del 16 marzo 2011 - La giurisdizione della Corte dei conti sull’azione risarcitoria pubblicistica tesa alla compensazione dei pregiudizi arrecati alla c.d. finanza pubblica allargata rinviene fondamento e protezione anche nel diritto dell’Unione europea (art. 117 Cost. e art. 126 -ex art. 104 TCE- Trattato sul funzionamento dell’Unione europea unitamente al Protocollo n. 12 sui disavanzi pubblici eccessivi; Regolamenti del Consiglio del 17 giugno 1997, n. 1446 e 1447, ss.mm.

CORTE DEI CONTI - Sezione Giurisdizionale  per la Regione Friuli Venezia Giulia - Sentenza n. 12 del 16 febbraio 2011 - Sussiste la colpa grave degli amministratori di una s.p.a. pubblica i quali, in spregio ai parametri di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa, hanno utilizzato risorse pubbliche per fini unicamente privati sostenendo che avessero funzioni di spese di rappresentanza (l‘acquisto di abbonamenti a teatro).

Corte dei conti - Controllo e consulenza

Corte dei conti, Sezione Centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato - Delibera n. 3 dell'11 febbraio 2016 - In tema di Opere pubbliche di competenza statale: Deliberazione CIPE. L’utilizzazione di risorse revocate, ai sensi dell’art.13, comma 1 del D.L. 23 dicembre 2013, n.145 ed affluite al “Fondo revoche” istituito dall’art.32, comma 6 del D.L. 6 luglio 2011, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n.111, è riservata agli interventi, ai sensi del comma 4 del cennato D.L. 145/2013, “immediatamente cantierabili”. L’immediata cantierabilità costituisce, da un lato, il contraltare delle carenze riscontrate per opere infrastrutturali per le quali, ad almeno due anni dall’assegnazione delle risorse, non sia stato ancora pubblicato il bando di gara, alle quali consegue la revoca dell’assegnazione e, dall’altro, essa costituisce il requisito fondamentale per la nuova assegnazione. Pertanto, il CIPE assegna dette risorse “contestualmente” all’approvazione di progetti definitivi ed immediatamente cantierabili che rappresentano la risposta concreta che è nello spirito della normativa analizzata, la quale mira ad un’inversione di tendenza nella realizzazione delle opere pubbliche con una rinnovata attenzione alla destinazione (nuova destinazione) delle pubbliche risorse. La rilevanza delle opere, finanziata per almeno il 50% a carico dello Stato e di ammontare superiore a 25 milioni di euro, implica obbligatoriamente il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, di cui all’art.127 del D.lgs. 163/2006 e successive modificazioni. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sezione Centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato - Delibera n. 2 del 5 febbraio 2016 - In tema di conferimento di incarico dirigenziale di livello non generale. Il conferimento di incarichi dirigenziali non può prescindere dall’effettuazione delle procedure concorsuali ai sensi dell’art. 19 del d.lgs 165/2001. Sono illegittimi i conferimenti effettuati senza il rispetto delle forme regolamentari di pubblicità dei posti vacanti ed in assenza delle procedure valutative in quanto il suddetto procedimento appare effettuato al duplice scopo di contemperare sia l’interesse dell’Amministrazione ad attribuire il posto al più idoneo in ossequio al principio del buon andamento, sia ad assicurare la parità di trattamento e le legittime aspirazioni degli interessati, come ripetutamente affermato da questa Sezione con delibere nn. 21/2010/PREV; 3/2013/PREV; 25/2014/PREV. da www.corteconti.it
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Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per l'Umbria - Deliberazione n. 147 dell'11 novembre 2015 - Procedure di mobilità per interscambio - Sulla possibilità di ricorrere a procedure di mobilità per trasferimento tra enti locali ed extra compartimentali al fine di sopperire a carenze di risorse in organico, nonché sull’ attivazione di una procedura di “mobilità per interscambio”, consistente in una cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa categoria giuridica e senza alcun aggravio di spesa per il bilancio degli enti interessati, entrambi sottoposti a vincoli assunzionali, tenuto conto che l’ente richiedente incorre nel divieto di procedere ad assunzioni di personale ai sensi dell’art. 41, comma 2, del D.L. 24 aprile 2014 n. 66.
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Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti - Delibera n. 89 del 24 luglio 2015 - Relazione sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria di ANAS S.p.A. per l’esercizio 2013.
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Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto - Parere n. 2 del 15 gennaio 2015 - In tema di diminuzione dei compensi spettanti ai dipendenti pubblici per arbitrati o collaudi.
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Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti - Delibera n. 97 del 17 novembre 2014 - Relazione sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria della “Società per lo sviluppo dell’arte, e della cultura e dello spettacolo Arcus S.p.A.”, per l'esercizio 2012.
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Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti - Delibera n. 99 del 17 novembre 2014 - Relazione sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria dell’EUR Spa, per gli esercizi 2011 e 2012.
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Corte dei conti,  Sezioni Riunite in sede di controllo - Audizione sul disegno di legge di stabilità per l’anno 2015 del Presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri presso le Commissioni Bilancio riunite della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Roma, 3 novembre 2014.
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Corte dei conti – Sezione centrale di controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato - Delibera n. 36 del 30 dicembre 2014 - In tema di conferimento incarico dirigenziale generale, ai sensi dell’art.19, comma 6 d.lgs. n.165/2001 - La procedura prevista dal dettato dell’art. 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165/2001 e ss.mm.ii., pone in capo all’Amministrazione un onere di previa verifica circa la sussistenza delle risorse umane interne, in possesso dei requisiti professionali richiesti dall’incarico, determinando una necessaria funzionalizzazione della procedura valutativa a tale obiettivo prioritario, rimettendo a una fase successiva ed eventuale, conseguente all’esito infruttuoso della prima, la ricerca all’esterno finalizzata al conferimento di un incarico ai sensi del comma 6, che, in ogni caso, deve discendere da una rinnovata volontà discrezionale dell’Amministrazione medesima, debitamente motivata.
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Corte dei conti, Sezione Centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato - Delibera n. 24 del 29 ottobre 2014 - Pubblico impiego - Decreto di conferma di dirigenti di seconda fascia ai sensi dell’art. 19 comma 2 del d.lgs n.165/2001 - Necessità di procedure concorsuali per l’assunzione del provvedimento di - non sussiste. - Il rinnovo di incarico dirigenziale pubblico di seconda fascia può essere assegnato anche senza procedure concorsuali, a patto che ci siano peculiari esigenze di funzionamento scritte nero su bianco nel provvedimento di conferma. Tra queste non può rientrare l'urgenza considerato che il momento della scadenza dell'incarico è nota fin dall'inizio e consente all'Amministrazione di provvedere in tempo, mentre la deroga può essere giustificata solo dall'alto livello di specializzazione dei compiti assegnati all'ufficio.
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Corte dei conti, Sez. controllo per la Regione Umbria - Parere n. 125 del 23 ottobre 2013 - Comune e provincia – Compenso incentivante a funzionari tecnici per progettazione urbanistica – In assenza della previsione di opere pubbliche – Esclusione. Va escluso il diritto dei funzionari tecnici comunali alla percezione del compenso incentivante di progettazione previsto per l’attività di pianificazione se essa non comprende un’opera pubblica (art. 92, comma 6, del Codice dei contratti).
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Corte dei conti, Sez. controllo per la Regione Umbria - Deliberazione n. 121 del 9 agosto 2013 - Società partecipate - I compensi assembleari riversati al fondo unico per il trattamento accessorio sono un’economia di spesa per l’Ente. Invero, la ratio dell’art. 9, comma 2-bis, del DL 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 è quella di cristallizzare al 2010 il tetto di spesa relativo all’ammontare complessivo delle risorse presenti nei fondi unici che dovrebbero tendenzialmente essere destinate al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Con il perseguimento di tale obiettivo non contrasta l’art. 4, comma 4, del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, come convertito dalla legge 7 agosto 2012 n. 135, atteso che tale norma non stabilisce alcuna deroga alla normativa vigente. da www.respamm.it
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Corte dei conti, Sez. controllo sulla legittimità sugli atti di governo e delle Amm.ni dello Stato - Deliberazione n. 13 del 17 luglio 2013 - Consulenze ed incarichi esterni - La reiterazione di incarichi a soggetti estranei non può tradursi in forme atipiche di assunzione. A proposito della temporaneità e straordinarietà dei contratti di collaborazione, è stata in più occasioni ribadita sia dalla giurisprudenza che dalla prassi amministrativa la necessità che gli incarichi ex art. 7, comma 6, del d.lgs. n.165/2001 siano conferiti allo scopo di sopperire ad esigenze di carattere non permanente e per le quali le Amministrazioni si trovino nell’effettiva impossibilità di fare ricorso alle risorse umane e professionali in servizio e non abbiano a disposizione tempo sufficiente per provvedere al reclutamento, con le procedure prescritte dalle vigenti disposizioni, di personale professionalmente adeguato allo svolgimento delle prestazioni richieste. da www.respamm.it
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Corte dei conti - Sezione centrale del controllo sugli enti - Delibera n. 36 del 15 maggio 2013 - Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di ANAS S.p.A. per l’esercizio 2011.
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Corte di Cassazione

Corte di Cassazione – Sezioni unite civili Sentenza n. 22645 dell'8 novembre 2016 - Giudizio di parificazione e ricorso alle SSSS della Corte di cassazione per motivi di giurisdizione -  Breve nota di commento a cura del Dottor Salvatore Ganci, Funzionario della Corte dei conti.
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Corte di Cassazione – Sezioni unite civili Ordinanza n. 21262 del 20 ottobre 2016 - Accertamento del diritto di voto e riparto di giurisdizione - Breve nota di commento a cura del Dottor Salvatore Ganci, Funzionario della Corte dei conti.
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Corte di cassazione – Sezioni unite civili Sentenza n. 17660 del 19 luglio 2013 - Uso di fondi pubblici - Chi percepisce un contributo di scopo entra in rapporto di servizio con l’Amministrazione. Ai fini del riconoscimento della giurisdizione della Corte dei conti per danno erariale, non deve aversi riguardo alla qualità del soggetto che gestisce il denaro pubblico - che ben può essere un soggetto di diritto privato, destinatario della contribuzione - bensì alla natura del danno ed alla portata degli scopi perseguiti con la contribuzione stessa. Ne consegue che in tema di danno erariale è configurabile un rapporto di servizio tra la P.A. erogatrice del contributo statale ed i soggetti privati e pertanto una loro responsabilità amministrativa qualora essi, disponendo della somma erogata in modo diverso da quello preventivato o ponendo in essere i presupposti per la sua illegittima percezione, abbiano frustrato lo scopo perseguito dall'Amministrazione. da www.respamm.it
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.Corte di cassazione – Sezioni unite civili – Sentenza n. 4283 del 21 febbraio 2013 La decisione ribadisce e consolida il principio di diritto secondo il quale l'insindacabilità "nel merito" delle scelte discrezionali compiute dai soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti non comporta che esse siano sottratte al sindacato giurisdizionale di conformità alla legge formale e sostanziale che regola l'attività e l' organizzazione amministrativa, e quindi il giudice contabile non viola i limiti esterni della propria giurisdizione quando sottopone a giudizio di responsabilità per danno erariale gli amministratori che hanno conferito incarichi professionali senza determinazione specifica di contenuto, durata, criteri, compenso, in contrasto con l'art. 7, ultimo comma, del d.lgs. 3.2.1993, n. 29 (ora d.lgs. 165/2001). Il conferimento dell'incarico è legittimo solo in ipotesi di impossibilità oggettiva, da rappresentare nella delibera di far fronte all'esigenza richiesta con personale interno all' organizzazione, la cui qualificazione professionale l'amministrazione ha l'obbligo di verificare periodicamente ed incrementare.
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Consiglio di Stato - TAR

Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sez. V - Sentenza n. 4586 del 10 settembre 2014 - Appalti pubblici - Responsabilità della Pubblica Amministrazione – Ingiustizia del danno – Sufficienza – Elemento soggettivo – Non è elemento costitutivo. Massima a cura del Dottor Salvatore Ganci, Funzionario della Corte dei conti.
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TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA TOSCANA - SEZ. I  - Sentenza n. 6579 del  11 novembre 2010 - In tema di swap conclusi dagli Enti locali.

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - SEZ. I - Ordinanza n. 1887 del 29 aprile 2010 - Il T.A.R. del Lazio, su ricorso dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti, sospende l’efficacia del “Regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento degli uffici amministrativi e degli altri uffici con compiti strumentali e di supporto alle attribuzioni della Corte dei conti”.

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - SEZ. I - Ordinanza n. 503 del 23 marzo 2010 - Corte dei Conti - Consiglio di Presidenza - Composizione (art. 11, comma 8, L. n. 15 del 2009) - Componenti eletti dai magistrati della Corte dei conti – Numero uguale a quello dei componenti eletti dal Parlamento – Contrasto con gli artt. 100, comma 3, 103, comma 2, 108 e 104 Cost. - Corte dei Conti - Consiglio di Presidenza - Composizione (art. 11, comma 8, L. n. 15 del 2009) – Mancata prevalenza dei componenti eletti dai magistrati della Corte dei conti rispetto a quelli di nomina parlamentare – Disparità di trattamento rispetto alle altre magistrature – Contrasto con l’art. 3 Cost.

CONSIGLIO DI STATO - ADUNANZA PLENARIA - CONTRATTI DELLA P.A. - Sentenza 30 luglio 2008 n. 9 (nel conformarsi all’orientamento della Sez. Unite secondo cui nell’ambito della giurisdizione esclusiva in materia di procedure di gara il G.A. non ha anche il potere di pronunciarsi sulle sorti del contratto di appalto a seguito dell’annullamento dell’aggiudicazione, afferma tuttavia che tale potere sussiste in sede di esecuzione della sentenza di annullamento, nell’ambito della giurisdizione di merito di cui il G.A. dispone in materia di esecuzione del giudicato), sull’ammissibilità della reintegrazione in forma specifica da parte del giudice dell’ottemperanza nelle ipotesi di annullamento di un’aggiudicazione).

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Corte Costituzionale

Corte Costituzionale, Sentenza n. 255 del 3 novembre 2014 - Il controllo sulle leggi della Regione siciliana è di natura successiva, secondo l'art. 127 Cost. Breve nota di commento a cura del Dottor Salvatore Ganci, Funzionario della Corte dei conti.
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CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 9 febbraio 2011, n. 37 -  CONTROLLO DI GESTIONE - È inammissibile, per difetto di legittimazione, la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte dei conti – Sezione di controllo della Lombardia in sede di controllo di gestione diretto ad assicurare, in funzione collaborativa, in vista dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, la sana gestione finanziaria degli enti locali, nonché il rispetto, da parte di questi, del patto di stabilità interno e del vincolo in materia di indebitamento posto dall’ultimo comma dell’art. 119 Cost.

CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 5 marzo 2010, n. 81 -  Spoils System - Illegittimità dell’art. 2, comma 161, del D.L. n. 262 del 2006, nella parte in cui prevede la cessazione degli incarichi dirigenziali non di vertice, conferiti a personale non dipendente da pubbliche amministrazioni, ove non confermati entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del D.L. n. 262 del 2006.

Corte cOSTITUZIONALE - sentenza n. 137 dell'8 maggio 2009 - Contributi - La Consulta boccia la legge provvedimento della Regione Lazio che discrimina tra i destinatari di contributi per attività di carattere sociale, culturale e sportivo"

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CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 1 dicembre 2008, n. 399 - Contratti di collaborazione coordinata e continuativa - Passaggio ai contratti a progetto, ai sensi del d.lgs. n. 276 del 2003 - Norme transitorie - Prevista conservazione dell'efficacia dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, insuscettibili di riconduzione a un progetto, fino alla loro scadenza e, in ogni caso, non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del detto decreto legislativo - Omessa previsione della perdurante efficacia di dette collaborazioni anche oltre la scadenza di legge e fino alla scadenza contrattuale originariamente prevista, in caso di richiesta del collaboratore - Irragionevolezza, per contrarietà della norma rispetto alla sua ratio - Illegittimità costituzionale.

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CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 28 novembre  2008 n. 390 - Pubblico impiego - Spoil system - Regione Lazio - Norme impugnate: Art. 133, c. 5°, della legge Regione Lazio 28/04/2006, n. 4; art. 10 della legge della Regione Lazio 16/06/1994, n. 18. La Suprema Corte dichiara illegittime le norme della Regione Lazio che hanno previsto la revoca automatica dei componenti del collegio sindacale delle ASL e delle Aziende ospedaliere, senza il rispetto dei principi del giusto procedimento.

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CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 24 ottobre 2008 n. 351 - Pubblico impiego - Spoils system - Regione Lazio - Disciplina prevista dall’art. 1, commi 1 e 2, della L. reg. n. 8 del 2007 - Dirigenti di organi di amministrazione di enti pubblici decaduti ai sensi di norme legislative regionali (c.d. "spoil system") dichiarate illegittime a seguito di sentenze della Corte costituzionale - Previsione del potere della Giunta regionale di deliberare in via alternativa il reintegro nelle cariche ed il ripristino dei relativi rapporti di lavoro o un'offerta di equo indennizzo - Illegittimità costituzionale - Per violazione dell’art. 97 Cost. - Va dichiarata.

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Corte Costituzionale - Sentenza 28 marzo 2008 n. 74 - Dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 774, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007), sollevate, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Giudice unico delle pensioni della Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana della Corte dei....

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"LA CONSULTA BOCCIA LO SPOIL SYSTEM"
Corte costituzionale
Sentenza 23 marzo 2007 n. 103 - Pres. Bile - Red. Quaranta - G.C, R.R. M.C., C.D. G., E.M.,E.C., F.I.,  c. Presidente del Consiglio dei ministri. Giudizi di legittimità costituzionale dell’articolo 3, commi 1, lettera b), e 7, della legge 15 luglio 2002, n. 145 (Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e....

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Comunità Europea

CORTE DI GIUSTIZIA CE - SEZIONE VI - Sentenza 4 marzo 2010 C-297-08 - Inadempimento di uno Stato – Ambiente – Direttiva 2006/12/CE – Artt. 4 e 5 – Gestione dei rifiuti – Piano di gestione – Regione Campania - Rete adeguata ed integrata di impianti di smaltimento – Pericolo per la salute umana o per l’ambiente – Forza maggiore – Turbative dell’ordine pubblico – Criminalità organizzata.

CORTE DI GIUSTIZIA CE - SEZIONE III - Sentenza 10 settembre 2009 C-573-07 - Affidamento in house - Appalti pubblici - Procedure di aggiudicazione - Appalto relativo al servizio di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti urbani - Assegnazione senza gara d’appalto - Assegnazione ad una società per azioni il cui capitale sociale è interamente detenuto da enti pubblici, ma il cui statuto prevede la possibilità di una partecipazione di capitale privato.

CORTE DI GIUSTIZIA CE - SEZIONE III - Sentenza 3 settembre 2009 C-2-08 - SENTENZE PASSATE IN GIUDICATO - Iva - Primato del diritto comunitario - Disposizione del diritto nazionale che sancisce il principio dell’autorità di cosa giudicata

CORTE DI GIUSTIZIA CE - SEZIONE III - Sentenza 26 marzo 2009 C-326-07 - PRIVATIZZAZIONI-GODEN SHARE - Inadempimento di uno Stato – Artt. 43 CE e 56 CE – Statuti di imprese privatizzate – Criteri di esercizio di taluni poteri speciali detenuti dallo Stato.